Il Consiglio dell’Unione Europea ha formalizzato il via libera alla continuazione del meccanismo della scissione dei pagamenti in Italia. Con la Decisione di esecuzione (UE) 2026/1728 dello scorso 10 luglio, lo split payment è stato ufficialmente rinnovato per un ulteriore triennio, estendendone l’orizzonte temporale fino al 30 giugno 2029.
Per garantire la continuità giuridica ed evitare vuoti normativi, l’efficacia del provvedimento è stata dichiarata retroattiva a partire dal 1° luglio 2026.
Il quadro normativo e la deroga europea
La misura, disciplinata a livello nazionale dall’articolo 17-ter del D.P.R. 633/1972, opera come nota deroga strutturale alle regole ordinarie di fatturazione e versamento dell’imposta previste dalla Direttiva 2006/112/CE (specificamente agli articoli 206 e 226).
Sebbene l’orientamento iniziale del legislatore italiano mirasse a rendere lo split payment una misura definitiva da affiancare stabilmente all’obbligo di fatturazione elettronica, le istituzioni europee continuano a considerarlo uno strumento eccezionale.
Le prospettive future e i monitoraggi della Commissione
Nonostante il rinnovo, l’Unione Europea ha ribadito che le deroghe alle regole IVA comuni devono rappresentare l’extrema ratio. L’Italia è caldamente invitata a potenziare i tradizionali canali di contrasto all’evasione per rendere superflua una successiva estensione oltre il 2029.
In quest’ottica, il nostro Paese sarà chiamato a presentare una relazione dettagliata entro settembre 2027. Questo report dovrà esaminare non solo l’impatto e l’efficacia della misura sul gettito, ma anche lo stato dell’arte dei rimborsi fiscali alle imprese, ponendo un accento particolare sulla riduzione dei tempi medi di erogazione.
Commenti