Con il recente via libera del Consiglio Europeo alla rimodulazione del PNRR, è stato ridefinito il calendario ufficiale per l’attuazione della riforma della contabilità pubblica, nota come “Accrual”. La decisione europea offre ora un quadro preciso degli impegni richiesti e delle tempistiche di avanzamento. Obiettivo formazione entro il 2026, Ecco le scadenze chiave emerse:
✅ 30 giugno 2026: Entrata in vigore del decreto legislativo e completamento della formazione.
✅ 1° gennaio 2030: Avvio della piena operatività del sistema a partita doppia per gli enti che coprono il 90% della spesa primaria.
Il primo tassello fondamentale riguarda la formazione del personale. La riforma conferma che entro il primo trimestre del 2026 dovrà essere completato il ciclo formativo sul nuovo sistema di contabilità per competenza economica. Secondo i dati attuali, questo obbligo coinvolgerà i funzionari degli enti che rappresentano almeno il 90% della spesa primaria del settore pubblico, escludendo per il momento le società pubbliche.
Una data cruciale sarà il 30 giugno 2026. Entro questo termine dovranno essere pronti i bilanci della fase pilota (sempre coprendo il 90% della spesa primaria). Contestualmente, dovrà entrare in vigore l’atto legislativo che detterà le regole per l’introduzione progressiva del sistema. Considerata la natura perentoria della scadenza, è molto probabile che si ricorrerà allo strumento del decreto-legge. Tale provvedimento dovrà anche definire la programmazione delle future attività formative e potrà includere deleghe per adeguare le normative dei vari comparti della PA. Inoltre, il Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) dovrà pubblicare sul proprio sito gli orientamenti applicativi per ogni singolo principio contabile.
Piena operatività dal 1 gennaio 2030. L’orizzonte temporale definitivo è fissato per l’esercizio 2030. Da quella data, il nuovo sistema dovrà essere pienamente operativo per la maggior parte degli enti pubblici. Ciò significa che il bilancio relativo all’anno 2030 (che verrà rendicontato nel 2031) dovrà essere redatto seguendo i principi della competenza economica, utilizzando un sistema a partita doppia. Di fatto, la contabilità economico-patrimoniale entrerà a regime 1° gennaio 2030.
La fase transitoria e i nodi da sciogliere: resta da chiarire come verrà gestito il periodo intermedio. È possibile che vengano introdotte forme di adozione graduale o anticipata per specifiche categorie di enti, e non si esclude l’individuazione di enti “sperimentatori”. Rimangono ancora aperte alcune questioni, in particolare l’applicazione della riforma agli enti minori, alle Unioni di Comuni e agli istituti scolastici, che al momento risultano esclusi. Un altro punto da definire è il ruolo che avrà la contabilità economico-patrimoniale per quegli enti che continueranno a mantenere anche la contabilità finanziaria.
Come prepararsi: in attesa del 2030, gli enti pubblici sono chiamati a sfruttare il tempo a disposizione per preparare la transizione. Le attività prioritarie suggerite includono la revisione delle procedure amministrative, l’aggiornamento degli inventari, la ricognizione e la valutazione del patrimonio (inclusi i beni culturali) e la gestione dei trasferimenti condizionati.