Il Consiglio dei Ministri ha approvato il 22.06.2026 il cd Decreto Infrastrutture (in attesa di pubblicazione in gazzetta). All’interno del testo ha trovato spazio il pacchetto di norme che disciplina l’adozione della contabilità economico-patrimoniale (Accrual) nelle Pubbliche Amministrazioni. Si tratta dell’ultimo passaggio normativo utile per rispettare la scadenza tassativa imposta dal PNRR, che fissava al 30 giugno 2026 il termine ultimo per definire il quadro regolatorio della riforma.
Gli obiettivi della riforma Accrual
L’introduzione della contabilità economico-patrimoniale, basata sui parametri internazionali ITAS, persegue gli obiettivi obiettivi di:
- migliorare la trasparenza informativa, superando la rigidità della sola contabilità finanziaria per conoscere il costo effettivo dei servizi e delle politiche pubbliche.
- valorizzare il patrimonio pubblico, aggiornando dati spesso obsoleti attraverso una reale valutazione degli asset della PA.
Il nuovo sistema economico-patrimoniale non cancellerà l’attuale contabilità finanziaria applicata da Stato, Regioni ed Enti Locali. I due sistemi convivranno in un regime a “doppio binario”, in linea con la bozza di riforma della Legge n. 196/2009 (chiamata ad adeguare i conti pubblici alle regole della governance economica UE).
Il “doppio binario” e le semplificazioni per i piccoli Comuni
La principale novità emersa dal decreto riguarda l’introduzione di una differenziazione soggettiva per l’applicazione dei nuovi principi contabili, volta a non appesantire gli enti di minori dimensioni. L’applicazione in forma piena dei principi ITAS escluderà le realtà più piccole, per le quali è prevista una versione semplificata dello stato patrimoniale e degli schemi di bilancio.
Criteri per l’accesso agli schemi semplificati
Applicheranno la contabilità Accrual in modalità semplificata:
- I Comuni fino a 5.000 abitanti.
- Le amministrazioni pubbliche con meno di 50 dipendenti e ricavi inferiori a 8,8 milioni di euro.
Le regole di dettaglio e le modalità semplificate per queste amministrazioni saranno definite in un secondo momento con appositi decreti del Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF).
La roadmap della sperimentazione fino al 2030
La riforma prevede un percorso graduale prima dell’entrata in vigore definitiva.
| Fase | Tempistiche | Dettagli |
| Sperimentazione | Al via dal 2027 | Regolata da successivi provvedimenti attuativi che definiranno la platea degli enti coinvolti e i meccanismi di test. |
| Entrata a regime | Esercizio finanziario 2030 | Piena operatività del sistema per tutte le amministrazioni coinvolte, come da target PNRR. |
Commenti